Vivo a Chiavenna, tra montagne che mi hanno insegnato a rallentare e a guardare prima di parlare. Ho studiato giurisprudenza. Ho lavorato in uno studio notarile. Poi ho capito che non stavo andando nella mia direzione. La fotografia lo era. E lo è ancora.
Viaggio quando posso. Scrivo quando sento che le immagini non bastano. Mi interessano le persone, più che le scene perfette. Per me fotografare non è “scattare”. È ascoltare. Osservare con rispetto. Entrare in sintonia senza invadere.
Non cerco immagini perfette. Non forzo le persone. Non costruisco emozioni che non esistono.
Ogni scatto nasce da un dialogo silenzioso tra me e chi sceglie di fidarsi del mio sguardo. Io osservo. Aspetto. Seguo la luce. Quando qualcosa accade davvero, scatto.
La fotografia è la mia voce. Il mio modo di raccontare emozioni, pensieri e silenzi. Non voglio stupire. Voglio restituire ciò che c’è stato davvero. Fotografo persone che vogliono riconoscersi nelle proprie immagini. Anche quando non è tutto perfetto.
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